POLITICHE ATTIVE, COSA SONO?

Desk covered with school supplies and colorful alarm clocks

Le politiche attive del lavoro sono i programmi e gli interventi pubblici messi in campo per promuovere l’occupazione e l’inserimento lavorativo

La normativa sulle politiche attive del lavoro fa riferimento al Decreto Legislativo 150/2015 che si concretizza in un nuovo modo di concepire e sviluppare la lotta alla disoccupazione.

Tra le principali novità vi è l’affidamento della gestione dei servizi alle Regioni, che operano attraverso soggetti accreditati e in stretta collaborazione con la Rete nazionale dei servizi per il lavoro coordinata dall’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal).

  • regolamentare il mercato del lavoro
  • favorire l’occupabilità
  • facilitare l’inserimento lavorativo di persone a rischio marginalità
  • garantire sostegno al reddito di persone che si trovano in difficoltà occupazionale

Attualmente i soggetti beneficiari delle politiche attive del lavoro sono:

  • inoccupati alla ricerca del primo impiego
  • giovani under 30
  • persone in stato di disoccupazione
  • categorie protette ai sensi degli articoli 1 e 18 della Legge 68/99
  • percettori di Reddito di Cittadinanza
  • lavoratori in cassa integrazione e in mobilità

GARANZIA GIOVANI

Garanzia Giovani è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile attraverso finanziamenti alle politiche attive di orientamento, formazione e inserimento al lavoro, destinate a giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet – Not in Education, Employment or Training).

TIROCINI

Il tirocinio permette di svolgere una vera esperienza formativa all’interno di un’azienda. I tirocini non costituiscono un rapporto di lavoro, bensì una misura di politica attiva finalizzata all’orientamento, all’occupabilità e all’inserimento o reinserimento lavorativo.

I Tirocini extracurriculari: hanno l’obiettivo di agevolare le scelte professionali e di aumentare le possibilità occupazionali. Inoltre costituiscono uno strumento per il reinserimento di persone che sono fuori dal mondo del lavoro e necessitano di acquisire nuove competenze professionali.

Appartengono a questa categoria i tirocini formativi e di orientamento e quelli finalizzati all’inserimento o reinserimento al lavoro.

PROGETTI REGIONALI FINANZIATI DAI POR

Il Programma Operativo Regionale (POR) cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE) si pone l’obiettivo di una crescita inclusiva e sostenibile. In quest’ottica il lavoro, l’istruzione, la formazione e la ricerca rappresentano ambiti di intervento e di investimento che le Regioni intendono sviluppare per una società equa, dove a tutti sia garantita l’acquisizione delle competenze necessarie per accedere al mondo del lavoro.

L’ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

L’assegno di ricollocazione (Adr) è uno strumento che aiuta le persone a ricollocarsi nel mercato del lavoro. Consiste in un importo da utilizzare presso i soggetti che forniscono servizi di assistenza personalizzata per la ricerca di occupazione (centri per l’impiego o enti accreditati ai servizi per il lavoro).

L’Adr si divide in tre tipologie:

AdRdc – reddito di cittadinanza

L’assegno di ricollocazione è lo strumento che consente ai beneficiari del reddito di cittadinanza di essere seguiti in un percorso personalizzato di ricerca intensiva di lavoro. Chi percepisce il reddito di cittadinanza (Rdc) ed è chiamato a sottoscrivere un patto per il lavoro, riceve l’assegno di ricollocazione Rdc.

Adr Cigs

è rilasciato ai lavoratori in Cassa integrazione straordinaria (Cigs) purché i loro profili e ambiti siano previsti dall’Accordo di ricollocazione sottoscritto dalla loro azienda e dalle organizzazioni sindacali.

Adr Naspi

Sospeso a seguito dell’istituzione del reddito di cittadinanza.

Per conoscere tutte le Politiche Attive nella tua regione, rivolgiti alla sede di riferimento.

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